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Serie A, più stadio e meno tv. Sfiorato un milione: media altissima sugli spalti

Stadio Olimpico
Le prime giornate di Serie A evidenziano una voglia del pubblico di vedere le partite dal vivo: aumenta la presenza allo stadio, cala la tv
Edoardo Benedetti Redattore 

Le prime tre partite lanciano un segnale molto chiaro: presenza massiccia allo stadio e calo dei numeri televisivi. Incidono anche i big match già disputati, da Lazio-Milan a Juve-Roma e Inter-Atalanta, tutte disputate nell'ultimo turno di campionato. Come approfondisce il Corriere dello Sport, gli stadi di Serie A stanno viaggiando su una media di 32mila spettatori per partita. Un numero superiore a quello della passata stagione da 30.967, la media più alta dall'annata 1997-98.

Nelle prime tre giornate il totale dei tifosi che hanno varcato i tornelli d'ingresso degli stadi è di 969.837. Sfiorato il milione di spettatori, una quota che verrà raggiunta già nella quarta giornata con i primi appuntamenti nella giornata di sabato (Como-Bologna ed Empoli-Juve). Si va incontro a una stagione che potrebbe rilanciare una presenza, forse anche fisiologica dopo la chiusura per la pandemia del 2020. Alle società la strategia e il compito di sfruttare al meglio questa chance.

Qualcuno ha optato per alzare i costi. Rientra appieno la polemica per il caro biglietti di Lazio-Verona, sul quale Lotito ha commentato alle colonne de Il Messaggero"Prezzi in linea con la Serie A". In questo senso la politica biancoceleste non sembra un caso isolato, non per questo non aperta a dibattito. Ma la tendenza è chiara: un ritorno importante di entusiasmo dei tifosi che hanno voglia di assistere alle partite dal vivo.

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