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Flessione Lazio, serve la scossa. Baroni medita e valuta un cambio modulo
Due blocchi distinti, due mondi paralleli. La prosecuzione illogica di un periodo straordinario. La netta cesura tra le prime tredici giornate di campionato e le ultime tredici racconta il momento di flessione biancoceleste. Dalla media di 2,15 punti per partita a quella di 1,46, la stagione della Lazio di Baroni si è ora spaccata a metà, come parlassimo di due squadre diverse. Ma i motivi dietro questo trend sono evidenti: la sfortuna, equamente divisa tra infortuni, situazioni di campo e non solo, sta giocando un ruolo cruciale, poi un evidente calo atletico e una progressiva perdita di fiducia.
Baroni si affida agli uomini a sua disposizione per affrontare i periodi che il calendario mette di fronte ai biancocelesti. È in attesa dell'esito degli esami Dele-Bashiru, da capire se c'è distorsione o meno per quanto riguarda la caviglia sinistra. Ovviamente è fermo ai box anche Taty Castellanos(ne avrà per circa trenta giorni). Al rientro, invece, c'è Vecino, il jolly biancoceleste in grado di offrire esperienza e duttilità a un gruppo mediamente giovane - 26,2 la media età della rosa -. Il suo rientro, con l'arrivo di Belahyane, potrebbero offrire una traccia interessante al tecnico toscano.
La scossa può arrivare quindi dal modulo. L'interpretazione del gioco dell'allenatore biancoceleste verrebbe difficilmente intaccata, anzi: è questa la base posta a inizio stagione. Centrocampo posizionale e un gioco intenso: così Baroni potrebbe disegnare la sua Lazio - di nuovo - con un 4-3-3. Una soluzione adatta il periodo corrente: con lo stop di Castellanos, vero riferimento del 4-2-3-1 di fantasia biancoceleste, diventa molto faticoso trovare i giusti interpreti per non intaccare l'attuale sistema di gioco. Nel frattempo, arriva un'altra tegola per Baroni: c'è lo stop forzato per un difensore centrale<<<
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