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Lazio, Lotito e non solo: tre motivi (più uno) dietro al no ad Auronzo
Sembra sempre più destinata a volgere al termine l’avventura della Lazio ad Auronzo di Cadore. Il piccolo spiraglio viene tenuto aperto soltanto sotto le Tre Cime di Lavaredo dai più ottimisti e principalmente perché non è ancora arrivata la deadline del 31 marzo, data fissata da verbali accordi tra le parti come ultima scadenza per esercitare da parte della Lazio l’opzione per tornare in Cadore. La realtà, però, è che la società biancoceleste sembra aver ormai preso la sua decisione: rimanere a Roma, provando poi a organizzare una tournée all’estero, solitamente più redditizia.
E, al netto delle tensioni degli ultimi anni esplose poi la scorsa estate, proprio questa è la prima motivazione, il più uno che fa da presenza costante a ogni decisione odierna nel mondo del calcio: il fattore economico. La Lazio ad Auronzo di Cadore guadagnerebbe una cifra inferiore ai 500mila euro e superiore ai 300mila, evidentemente meno di quanto la società è convinta di poter guadagnare portando la squadra all’estero. Ma ci sono anche altri fattori principalmente logistici.
Il primo riguarda l’Albergo Auronzo: la storia della struttura è complessa, tra aste fallimentari e affidamenti temporanei degli ultimi anni. Oggi, però, l’hotel ha nuovi proprietari: si tratta di Stayincortina Srl, che ha preso possesso della struttura dopo la scorsa stagione estiva e che ha trasformato l’albergo in un bed&breakfast. Un problema non da poco, quello del funzionamento soltanto per la colazione delle cucine, per una società di calcio in ritiro. Per ripotare la struttura a regime di pensione completa servirebbero costosi investimenti per il rinnovo delle attrezzature. In alternativa è stato studiato un servizio di catering subito però abbandonato a causa delle esigenze diversificate e complesse di ogni singolo giocatore.
Ci sono poi altri due fattori: il primo riguarda Lotito e, in seconda battuta, Fabiani. Sia presidente che ds spingono da tempo per sfruttare le strutture di Formello, di cui il patron si mostra spesso fiero, per poi appunto spostarsi eventualmente all’estero per una tournée. Il secondo, ci assicurano dai corridoi del comune di Auronzo, riguarda Baroni. Il tecnico, infatti, sarebbe indirizzato a tenere la squadra all’interno del centro sportivo sebbene, come vi avevamo raccontato, non ci siano precedenti simili nella sua carriera da allenatore. In attesa della deadline di lunedì, intanto, va considerata tramontata l’ipotesi ritiro ad Auronzo.
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