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Isaksen come Signori, fa impazzire la Lazio in nove uomini: il precedente
Per uscire dal pantano del terreno di gioco imbrunito della Doosan Arena serviva una giocata estemporanea. Serviva come una sorta di magia, una perla d'autore. Se non lo è il gol di Isaksen, va tanto vicino a esserlo per somiglianza. Un gol straordinario, un siluro mancino che lascia poco margine alle discussioni. La Lazio passa a Plzen e si aggiudica il primo round del doppio confronto agli ottavi di finale di Europa League contro il Viktoria Plzen nonostante le espulsioni di Rovella e Gigot. Isaksen fa impazzire di gioia i tifosi biancocelesti.
Il danese classe 2001 segna in Zona Cesarini e fa esplodere i biancocelesti come fece Beppe Signori nel 1993. C'è infatti un curioso precedente, per la Lazio, di una vittoria in extremis ottenuta nonostante la doppia espulsione. La Lazio allora allenata da Dino Zoff viveva un momento non semplice in un clima di aperta contestazione per una serie di risultati altalenanti ottenuti fino a quel momento. Nonostante un anticipato ritiro forzato, la squadra di Zoff non riusciva a scuotersi. All'Olimpico arrivò il Piacenza di Gigi Cagni.
Non una prestazione indimenticabile per i biancocelesti, che tra i fischi dei tifosi di casa non riuscirono a dare una scossa al loro periodo contro i piacentini. Nonostante una momentanea superiorità numerica per l'espulsione di Lucci tra le fila dei biancorossi, ecco che Luzardi e Cravero persero la testa in un momento di evidente nervosismo: due rossi nel giro di pochi minuti per due falli di reazione e Lazio in nove uomini. Fu Signori, al 90', a regalare la vittoria ai biancocelesti di Zoff su rigore procurato dallo stesso bomber biancoceleste. Successo che fu comunque accolto da abbondanti fischi all'Olimpico
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