Giornata di vigilia di Coppa Italia. La Lazio sarà impegnata contro l’Inter domani alle 21:00 a San Siro e, proprio in vista del match, è intervenuto ai microfoni di SportMediaset il tecnico Marco Baroni. Queste le sue parole: “La Coppa Italia è una competizione importante, vogliamo far bene. Sappiamo che sarà una partita difficile, però vogliamo ben figurare e superare il turno. Sono competizioni in cui non è importante la presenza, ma arrivare fino in fondo. Queste sono partite che aiutano a crescere, che danno spessore alla squadra. Più il livello di difficoltà si alza e più si avvicina a quello a cui lavoriamo: obiettivi e partite importanti.
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Inter-Lazio, Baroni a Mediaset: “Senso di rivalsa? No, vi spiego. Col Venezia…”
Il 6-0 in campionato? Non è tanto senso di rivalsa, perché quella partita ha avuto due facce. I primi 25 minuti sono stati i più belli della nostra stagione e poi la seconda parte, anche per le sostituzioni forzate, la più brutta. La squadra non ha cambiato il tipo di partita e quindi è venuto fuori quel risultato. Ci è stato molto utile, domani sarà un'altra partita. L'Inter è la squadra da battere sia in Italia che in Europa, ne siamo consapevoli, ma vogliamo fare una prestazione importanti.
Noi abbiamo una nostra identità: il coraggio, il ritmo, il gioco. Dobbiamo rimanere dentro questa prestazione perché non abbiamo altro, ed è già tanto. Anche se andiamo in uno stadio importante ad affrontare un avversario importante dobbiamo sempre cercare questo tipo di prestazione. Venezia? Le critiche fanno parte del gioco. Noi accettiamo sia elogi che critiche. Io penso sia stata una partita in cui la squadra ha dimostrato di avere maturità.
Andare su questi campi non è facile durante questo periodo della stagione. Forse ci è mancato un po’ di ritmo offensivo, la partita è stata lì dentro. Abbiamo fatto il doppio dei loro passaggi, conducendo la partita senza quel ritmo offensivo che abbiamo di solito. Quando la Lazio non produce tante occasioni offensive alla fine sembra non abbia fatto la partita, ma la squadra è stata dentro la prestazione. È stata viva, non riuscendo però a dare ritmo anche perché aveva un avversario che dal punto di vista difensivo ha fatto una partita importante.
Ci sta mancando Castellanos, questo lo sappiamo. Ci sono giocatori che cambiano le squadre, ma non deve essere un alibi. Abbiamo ragazzi che stanno lavorando, vogliamo andare avanti lungo questo percorso anche con la sua assenza. È chiaro che vogliamo riaverlo il prima possibile, ma ora sappiamo che in queste partite così ravvicinate non ci sarà e ognuno di noi dovrà dare qualcosa in più. Un’ipotesi di 4-3-3? Dobbiamo valutare perché comunque Dele ha avuto una distorsione e non sarà disponibile sicuramente per la partita contro l'Inter, probabilmente anche per quella di San Siro contro il Milan.
Vogliamo capire, ma l'identità significa anche non perdere la modalità di giocare, attaccare e difendersi. Nel calcio c'è una condizione: ci sono due fasi e bisogna correre in entrambe. Che ci sia un centrocampista o un giocatore più offensivo dev'esserci la capacità di sacrificarsi. Belahyane? Reda è giovanissimo, avrà un futuro importante, ha personalità e non ha paura. Questo è già un fattore importante per entrare in un livello di squadra, prestazioni e partite così importante. Lui deve giocare con questo coraggio e all'intero di questo centrare la sua prestazione.
La Champions? Sappiamo che questa parte di stagione è decisiva. Le partite sono più importanti e il margine di errore si riduce. Siamo pronti, non dobbiamo avere paura. La Juve? Nessuna scoria: la classifica si guarda alla fine, altrimenti è solo uno spreco di energie. La Juventus è partita per obiettivi importanti fin dall’inizio e ha fatto un mercato importante. Noi non dobbiamo guardare gli altri, il rischio è di perdere l'attenzione. Lo sguardo dev'essere basso, con umiltà, attenzione e testa al lavoro. Gli obiettivi non si cambiano in corsa. Per la concorrenza la Champions era un obiettivo certo, noi invece ci siamo trovati e ora ci vogliamo rimanerci fino in fondo. La cosa importante è che il nostro è un progetto che è cambiato e la squadra deve stare dentro il lavoro.
Cose da correggere? Secondo me non va corretto nulla. Contro il Napoli abbiamo fatto una grande partita. Contro la Fiorentina la squadra ha creato una quantità immensa di occasioni dopo i primi 20 minuti. Nel calcio siamo abituati a guardare il punteggio finale e lo sappiamo: non ci possiamo sottrarre da questo ed è anche giusto. Ma io guardo come si raggiunge il risultato. La squadra ha fatto ottime prestazioni, anche crescendo come sviluppo offensivo e mentalità. Ci sono poi episodi che cambiano i risultati, ma noi dobbiamo stare dentro quello che vogliamo fare: identità forte, prestazione, ritmo, gioia”.
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